Home | Chi siamo | Contatti

» Geofisica
   » TDEM
   » EM31
   » EM61
   » Tomografia
      elettrica
   » Magnetometro
   » Ricerca di
      sottoservizi
» Idrogeologia
» Ambiente
» Archeologia
» Geotecnica
» Controlli
   strutturali
» Topografia
» Strumentazione
» Pubblicazioni
» Curriculum


 



MAGNETOMETRO

L'utilizzo del magnetometro, come strumento di ricerca in campo archeologico ed ambientale, è ampiamente documentato da una vasta letteratura scientifica. Lo strumento misura l'intensità del campo magnetico terrestre; in assenza di corpi "anomali", l'intensità del campo è proporzionale alla suscettività magnetica del terreno ed è prevalentemente "indotta", determinata cioè dal campo geomagnetico. In presenza invece di corpi anomali, come possono essere murature interrate, antichi basolati stradali, corpi metallici o vasellame, viene segnalata dallo strumento una netta prevalenza della magnetizzazione "permanente", quella cioè che viene "memorizzata" dai singoli domini magnetici al momento della formazione del manufatto. Quindi le anomalie magnetiche rilevabili dalla strumentazione, sono quelle che vengono determinate dalla somma dei due tipi di magnetizzazione: la indotta e la permanente. Nel caso di cavità sotterranee si determina spesso un "deficit" di magnetizzazione, per cui lo strumento rileva un campo magnetico minore di quello teorico. Nel caso invece di corpi metallici si rilevano anomalie positive o dipolari di grossa entità. In campo archeologico e ambientale si preferisce utilizzare un dispositivo "Gradiometrico" che consente di rilevare in contemporanea il valore dell'intensità su due diversi sensori, minimizzando così il disturbo elettromagnetico di fondo arrecato sia da cause naturali che antropiche.

Indirizzo : telefono : email